Bussarono alla porta e non sapevo come dire “Avanti”

Dic 10

Una volta arrivata al centro mi fu mostrata la mia stanza che condividevo con altre tre ragazze, una olandese, una coreana ed una americana. Mentre ero in stanza da sola bussarono alla porta e mi bloccai perche’ non sapevo come dire avanti, alla fine andai ad aprire di persona, mi resi conto in quella circostanza di quanto fosse povero il mio inglese, lingua che peraltro avevo imparato solo perche’ avevo esperienze di diverse evangelizzazioni estive con gruppi stranieri. Avevo trovato un ripiego e per le necessita’ impellenti parlavo in francese con la ragazza olandese, ma per il resto non fu affatto facile. Grazie a Dio alle lezioni lasciavano le note scritte, cosi’ passavo le mie serate a studiare con le note ed il dizionario, a volte mi venivano dei gran mal di testa, ma ero davvero entusiasta di quello che studiavo e applicarsi non era un peso! I primi 4 mesi erano un’esposizione all’evangelizzazione, dal suo contenuto teologico alle diverse metodologie e come comunicarlo con altre religioni: tra gli hindu, tra i mussulmani, tra i sik, c’era lezione la mattina ed il pomeriggio avevamo la pratica andando nei vari ghetti delle subculture presenti in Inghilterra…e poi le varie metodologie: porta a porta, con il teatro, con i puppets, con lo sketchboard per la predicazione di piazza, tra i giovani, tra i bambini ecc… Agli inizi degli anni novanta nelle chiese in Italia non erano molto conosciute queste metodologie e per me fu un’esperienza straordinaria, avendo fatto della creativita’ il mio lavoro secolare non potevo immaginare che in ambito ministeriale avrei potuto sfruttare questa parte della personalita’ che Dio mi aveva dato. Intanto il mio inglese migliorava considerevolmente e gia’ potevo comunicare facendomi capire, ma grazie a Dio capivo piu’ di quanto potessi parlare e le lezioni diventavano sempre piu’ semplici da seguire, soprattutto quelle con basi teologiche, perche’ molti termini hanno radici latine e mi trovavo a spiegarne ai tedeschi il significato. Pero’ la lingua parlata non mi serviva troppo in quanto i responsabili avevano notato una mia forte inclinazione alle arti teatrali tanto che fui immediatamente coinvolta con un gruppo ministeriale che girava nelle scuole. Non era normale che una del primo corso fosse gia’ coinvolta nel ministero,...

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Le rocce bianche di Dover

Dic 10

“Bhe ma io ho ancora una collezione in corso, sono grossi investimenti, non posso lasciare…” ma Dio mi aiuto’ e finii la collezione il giorno prima della mia partenza, di corsa preparai una valigia piena di vestiti pesanti, andavo verso l’inverno in un paese del nord Europa. “Meglio prendere la macchina da cucire” e la misi un una valigia, non sono sarta,ma ho studiato tecnica sartoriale industriale, (gli stilisti devono sapere queste cose, altrimenti disegnano cose non fattibili) ma in questo caso, forse davanti a qualche necessita’ finanziaria mi sarebbe stata utile per sbarcare il lunario. E cosi con uno zaino in spalla e due valige partii all’avventura. Ricordo ancora, mi sembra di vedermi da fuori: una ragazzina sul ponte di un traghetto che attraversava la Manica, un mare agitato da stare male, appoggiata allo scorrimano mentre guardo le bianche rocce di Dover che si avvicinano, lacrime… il sogno si...

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…ma questa rondine non poteva andare a cantare altrove?

Dic 10

…quella mattina mi svegliai con questa frase in testa, mi girai di scatto: LA SVEGLIA!! Quella mattina mi dovevo alzare alle 6 perche’ dovevo prendere il treno per andare a Piacenza, avevo calcolato tutto: se volevo tornare a casa entro la giornata dovevo partire a quell’ora. Era un giorno importante: andavo a firmare i documenti per iscrivermi alla scuola missionaria. Ero un terremoto quando dormivo e rompevo tutto quello che si trovava sul mio comodino, sveglia inclusa, e quella notte fu una di quelle notti…se non fosse stato per una rondine che mi sveglio’ alle 6 PRECISE chissa’ cosa sarebbe successo. Il Signore ebbe la delicatezza di mandarmi una sveglia in forma di rondine per questo suo terremoto di figlia, forse permise il tutto per farmi capire che c’era il suo zampino. Arrivai a Piacenza, ed il responsabile della missione mi spiego’ i documenti e poi mi disse di rifletterci ancora un attimino, prima di andare nel suo ufficio mi lascio’ una bibbia in Inglese ” Questa e’ per te, inizia a leggerla cosi’ ti inizi ad abituare alla lingua” era una versione di quelle particolari, sapete quelle con gli articoli scritti qua e la prima di ogni libro, con le note per i giovani, una di quelle versioni che fanno per esempio per le olimpiadi… quella non so che edizione fosse, ma era piena di foto ed articoli vari. Rimasi da sola davanti ai fogli da firmare, il centro di formazione si chiamava L.U.K.E. “Signore dimmi un’ultima volta: e’ qui che devo andare?” Lo so, quello che ho fatto poi e’ sbagliato, non si apre la bibbia a caso, ma nella mia fragilita’ avevo bisogno di un’ultima conferma (come se 8 mesi di conferme non fossero stati sufficienti) Chiudo gli occhi, trattengo il respiro, prendo la bibbia ed apro a caso… mi trovo davanti ad uno di quegli articoli ed il titolo era GO GO GO (traduzione vai, vai vai.) E qui gia’ era abbastanza chiaro, ma quello che sto per dirvi mi fa venire i brividi ancora oggi… il libro successivo, quello di cui vedevo il titolo in trasparenza era LUKE ( evangelo di Luca ) quello che avevo davanti agli occhi era GO GO GO LUKE...

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Poi arrivò la chiamata

Dic 10

…stilista di moda.. Quanto mi piaceva… ma ad un certo punto avevo la sensazione Dio mi dicesse: “O ora o mai piu’…” La conferma arrivo’ quando in quel periodo venne a trovarci il responsabile di una missione che mi chiese cosa volevo fare della mia vita… si inizio’ ad accennarne in modo serio alla famiglia… intanto quello per cui avevo pregato per una vita mi sembrava di colpo dietro l’angolo e questo mi spavento’… si parlava di andare a servire il Signore sulle navi di OM, ma il responsabile della missione mi scoraggio’ facendomi capire che, se mi volevo preparare per un servizio, sarebbe stata meglio una scuola di formazione missionaria. La paura piu’ grossa era quella di non avere i fondi per pagare la retta, dover tornare indietro, aver capito male la voce di Dio, andare in un paese di cui non parlavo la lingua (avevo studiato francese non inglese). Quanti timori, avevo solo 20 anni, ma nella mia fragilita’ continuavo a cercare in Dio la mia forza. Per un periodo di otto mesi Dio mi continuava a parlare, fu incredibile, ogni cosa mi parlava di missione, di andare… Una sera fui invitata ad un incontro in un centro missionario, dove non mi conoscevano, e tuttora dubito sappiano chi io sia. La tavola era apparecchiata e ogni posto aveva un pergamenina, mi sedetti per mangiare ed aprii la mia pergamenina “NON TE L’HO IO COMANDATO SII FORTE E FATTI ANIMO PERCHE’ IO SARO’ CON TE OVUNQUE ANDRAI” Oh Signore, sei veramente tu? Controllai le altre pergamene, erano tutte diverse. Ad un certo punto durante la preghiera il responsabile disse: forse c’e’ qualcuno tra di noi che si trova davanti ad una scelta importante, il Signore ti dice: NON TE L’HO IO COMANDATO SII FORTE E FATTI ANIMO PERCHE’ IO SARO’ CON TE OVUNQUE ANDRAI Non e’ possibile dissi tra me e me…quell’uomo non mi conosce… Signore se sei tu parlami ancora… L’ultimo canto era : SII FORTE SII FERMO IL SIGNORE DIO E’ CON TE. Un canto basato sullo stesso passo del libro di Giosue’. Uscii fuori con il cuore caldo di quel calore di quando sai che Dio ti ha...

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