In Italia, ricordi qua e là…

Dic 16

In Italia, ricordi qua e là…

Tornando in Italia mi aggregai al gruppo di evangelizzazione di OM Italia, vivevamo in un appartamento a Piacenza e da lì ci spostavamo in tutta italia. Volantinaggio, programmi nelle piazze, programmi nelle chiese.. il mio compito nel gruppo era insegnare al team tecniche di evangelizzazione: sketchboard, mimi ecc… ero la più piccola del gruppo, ma mi trovavo davvero bene. Tra le evangelizzazioni dove siamo stati coinvolti ricordo i due mesi in Sicilia, facevamo evangelizzazione in piazza ogni sera tardi fino all’1 di mattina e la mattina volantinaggio porta a porta, mentre di pomeriggio dormivano tutti nel paese. Provincia di Messina, Agrigento passando per Trapani, bel giro turistico direte voi…e invece no, abbiamo visto solo le stradine interne dove andavamo a trovare le persone, di bagno al mare non se ne parlava proprio, era inverno, e poi il nostro giorno libero era il lunedì e ricordo che ogni lunedì pioveva!! 🙂 questa coincidenza me le ricordo proprio ::))) In provincia di Messina fummo ospitati in una casa che aspettava di essere demolita, l’unica stanza riscaldata era la cucina…ricordo che la mattina asciugavo i vestiti dal freddo ed umidità con un phon…e veniva su il vapore a nuvolette :)) ma eravamo tutti allegri e felici di quello che stavamo facendo. Ricordo delle mie conversazioni e visite da una ragazza che incontrammo, il ragazzo la picchiava e lei per buon onore lo avrebbe sposato comunque…poi ricordo quella commessa che piangeva confidandosi di non riuscire a pagare il pizzo, ma la cosa che ricordo di più erano le centinaia di persone che si fermavano ogni sera a guardare i nostri programmi serali, siciliani affabili con tanta voglia di parlare e confrontarsi sulle tematiche della fede… ah cosa mi sta tornando in mente…e come me lo scordo questo? Avevamo messo un banchetto con letteratura cristiana, era di pomeriggio in un paese che non ricordo… ci passò davanti una processione, avevamo un volantino evangelistico: “Imitiamo Maria” alcuni si fermarono a prenderlo e scoppiò una bomba spirituale, il parroco fece una sfuriata gridando di non prendere la nostra letteratura. Noi purtroppo non sapevamo che ci sarebbe stata la processione quel giorno ed il comune non ci avvisò, non volevamo essere poco “rispettosi”…. la folla sparì nella...

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Alzai gli occhi per guardare le bandiere e… non potevo credere a quello che vedevo.

Set 21

Alzai gli occhi per guardare le bandiere e… non potevo credere a quello che vedevo.

Alzai gli occhi per guardare le bandiere e… non potevo credere a quello che vedevo. “I bisogni sono tanti, ma non devono essere la mia guida. Devo andare dove Dio vuole…” Questo era il mio pensiero negli ultimi mesi del mio primo anno di missione. Le offerte per rimanere a lavorare come missionaria in Inghilterra non mancavano, sia al centro di formazione che in chiesa. Un posto “sicuro”, perchè da quelle parti il lavoro del missionario è sostenuto e compreso, anche se il missionario in questione è donna. Dio mi spingeva in Italia, terra che per me aveva difficoltà ministeriali ed economiche, in questa terra dove non vengono sostenuti in genere nemmeno i pastori, come potevo pretendere? Missionaria donna… quante critiche e sofferenze mi aspettavano dietro l’angolo in questa mia amata patria? Ministero di evangelizzazione creativa? Durante la metà degli anni novanta era fantascienza proporre questo tipo di cose da queste parti. Ma Dio aveva scritto la parola ITALIA nel mio cuore in modo così forte, che sapevo che dovevo andare in questo paese. La conclusione dell’anno di missione si tenne in Germania, un grande convegno, 1500 giovani, vediamo arrivare sul palco le grandi bandiere dei paesi che sarebbero stati evangelizzati, chiusi gli occhi e pregai per l’ultima volta: “Signore devo andare in Italia? Mi vuoi lì? Questa tua figlia è debole ed ho bisogno di un segno chiaro…amen” Alzai gli occhi per guardare le bandiere e… non potevo credere a quello che vedevo. La bandiera italiana era proprio accanto alla bandiera inglese, che coincidenza, poi di colpo la bandiera inglese si stacca e cade… delle due solo quella italiana rimane su… guardo esterefatta… lacrime...

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Il mio cuore iniziò a bruciare a tre colori

Dic 10

Quando partii per l’Inghilterra non avevo ancora chiaro quale sarebbe stato il mio paese di missione, certo non volevo fosse l’Italia, fin da ragazzina dicevo al Signore: ” Sono pronta ad essere mangiata dagli Zulu se fosse necessario, ma non voglio andare in Italia” La situazione qui era troppo complicata, non esisteva uno sbocco di servizio in quanto donna giovane, 15 anni fa al massimo alle donne veniva concesso di cantare, ed era proprio la cosa che non sapevo fare! Guardavo lontano, in paesi poveri, non volevo trovarmi incastrata di una situazione di chiesa stagnante come quella Italiana. Qualche mese prima ero stata in missione in Croazia durante la guerra, distribuivamo camion di viveri e portavamo l’Evangelo ai campi profughi, vedere tanta povertà e tanto bisogno mi fece credere che forse quello poteva essere il mio campo di missione, ma tutto era in “forse”. Lì in Inghilterra, una volta a settimana si faceva la nottata di preghiera, ed un dipartimento diverso della missione doveva organizzarla, e quando toccò al mio team mi fu data l’occasione di presentare la situazione del sud Europa. Nel prepararmi per questo compito mi si aprì davanti agli occhi una situazione di una tale povertà spirituale che superava di gran lunga alcune nazioni Africane e Asiatiche, davanti alla realtà che in alcuni paesi perseguitati c’era una percentuale di credenti maggiore a quella Italiana, mi fece rendere conto di una situazione che avevo sottovalutato. Quando quella sera iniziai a parlare della realtà del sud Europa, Italia inclusa, mi si accese un fuoco che non so spiegare, un calore dentro che mi emozionava, ci emozionò tutti, molti hanno pregato con lacrime e passione quella sera, ed io da allora non potevo smettere di piangere quando pregavo per l’Italia, si era acceso un fuoco ed un’urgenza dentro di me, una passione per un paese dove io non sarei mai voluta andare…e sapevo che era Dio. Che gentiluomo! Lui non ci forza in una strada che non vogliamo percorrere, ce ne fa innamorare, ci fa appassionare e ci accompagna in un cammino dove possiamo esclamare: Non era premeditato da me, è la tua volontà, com’è affascinante questa vita cristiana. Ah amata Italia che ancora non conosce l’Evangelo, alzando gli...

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